Il meglio del 2016, cioè i Top e i Flop dell’anno che volge al termine (da Scattidigusto.it)

 

1. Una stella auspicata. La “Sala del gusto” di Così com’è (Finagricola, Battipaglia) meriterebbe almeno una stella Michelin. Fabio e Massimiliano Palo hanno saputo creare un punto di riferimento unico e speciale nel panorama enogastronomico del sud Italia: senza un preciso chef “resident” ma con tanti appuntamenti di assoluta eccellenza con ospiti selezionati e di respiro internazionale.

2. L’accoglienza, più del cibo. Ecco cosa cerco in un ristorante, specie se con un nome. E al Don Alfonso 1890 ci stai talmente bene da sentirti a casa; o comunque ospite di cari amici. La signora Iaccarino è un’abile padrona di casa, ha sempre storie da raccontare, e il sorriso di Ernesto è sincero e coinvolgente.

3. In Italia con Bottura. Massimo Bottura, che ho conosciuto più “da vicino” attraverso il suo libro “Vieni in Italia con me”, uscito a ottobre 2014. Semplicemente il migliore; profilo alto, altissimo. Grande cultura e narrazione continua, nei suoi piatti. Food experience a livelli inarrivabili.

4. Terra, ristorante veg a Caserta. Uno dei pochissimi esempi in Italia di buona cucina veg; perché la norma è trovare piccoli spazi gestiti come fast-food, spesso ai limiti della decenza in termini di apparente igiene e di accoglienza. Il contrario di ciò che dovrebbe essere e rappresentare uno stile di vita come quello veg, appunto. Ma tant’è. Terra invece è come dovrebbe essere, caldo, accogliente e si mangia un gran bene. Lucia ai fornelli è super e l’ambiente rustico ti fa sentire a casa, in allegria con la natura e con te stesso. Brave.

5. La “vita equilibrata” di Donna Hay. Sono un grande fan di Donna Hay e del mondo che è riuscita a mettere in piedi tra riviste, libri, vendita di cose più o meno utili ma che ti sembrano indispensabili. E nel 2016 mi è parso indispensabile da avere “Life in Balance”, un libro bellissimo, da collezione, con foto magnifiche. Ma anche con una sua filosofia precisa, fatta di ricerca di equilibro attraverso cibi e materie prime di qualità; una narrazione di gusto attraverso uno stile unico e impeccabile, perché il cibo si mangia anche con gli occhi.

Il mio flop. La mia personale lotta a favore di una attenzione maggiore per IL piatto tipico della mediterraneità, dell’Italia, ha subìto una battuta di arresto davvero molto forte la scorsa primavera, precisamente il 20 aprile 2016. Salumeria 13 (in pieno centro a Salerno), un’esperienza indimenticabilmente disastrosa: il peggiore piatto di spaghetti al pomodoro che abbia mai ordinato al ristorante. Tant’è vero che mi portarono dei fusilli (!!!) stracotti immersi in un mare di sugo stra-salato. Assaggiato, bestemmiato, pagato il conto e scappato via.